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Articoli 768-bis e seguenti del codice civile
È un contratto, si firma davanti al notaio e sposta l'azienda a chi la porterà avanti. In cambio, gli altri figli vengono liquidati subito e rinunciano a rimetterla in discussione alla morte del genitore.
È la regola che fa saltare più patti: all'atto devono partecipare il coniuge e tutti i legittimari, cioè chi sarebbe erede se l'imprenditore morisse quel giorno. Non solo i figli che entrano in azienda: tutti.
Le imposte
Il trasferimento dell'azienda o delle quote di controllo ai discendenti non paga imposta di donazione e successione: lo prevede l'articolo 3 comma 4-ter del decreto legislativo 346/1990. Le condizioni sono due e vanno scritte nell'atto: chi riceve deve dichiarare che proseguirà l'attività, o manterrà il controllo, per almeno cinque anni, e deve poi farlo davvero.
Se l'impegno salta prima dei cinque anni, l'imposta torna dovuta per intero, con sanzioni e interessi. È la ragione per cui insistiamo tanto sul secondo incontro: chi firma deve sapere a cosa si lega.
La liquidazione pagata agli altri legittimari segue invece le aliquote ordinarie sulle donazioni, con le franchigie di un milione per figlio e coniuge. Il conto si fa prima, non dal notaio.
Dalla prima telefonata alla firma passano in media quattro mesi, e tre li occupa la parte che non dipende da noi: mettere d'accordo le persone.
Prima serve il valoreValutazione e passaggio dell'azienda di famiglia. Brescia, dal 2023.
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